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domenica 6 gennaio 2013

nothing really matters

Il 2013 inizia con un scossone niente male: senza entrare nel dettaglio, diciamo che un pezzo importante della mia vita lavorativa è venuto a mancare così, dalla sera alla mattina.

In momenti come questo, ringrazio di essere diventato freelance. Sì perché se fossi stato dipendente del cliente-non-più-cliente so già che mi sarei ritrovato immerso fino al collo in una tempesta di rabbia e di rancori senza fine.

E invece, dopo la fisiologica dose di rabbia e rancori che comunque non possono mai mancare, mi sono ritrovato in compagnia di un unico, semplice pensiero: quando qualcosa non c'è più, tutto l'attenzione che le dedicavi si ritrova all'improvviso libera di andare dove preferisce, di esplorare strade nuove, e di definire nuovi obiettivi e traguardi. Insomma, qualcosa deve morire affinché qualcos'altro possa nascere. Messa così non è poi tutto sommato niente male.

P.S. Ieri mattina infilo gli auricolari nelle orecchie per la mia solita corsetta del mattino e l'iPod -attivato in modalità "casuale", lo giuro- mi spara una dietro l'altra "Try" di P!nk, "Don't Stop Believin" dei Journey, "Nothing Really Matters" di Madonna e "At Last" di Etta James. A me sembra un segnale chiaro, non trovate?