Con l'encomiabile obiettivo di sensibilizzare le future generazioni alla preziosa diversità del mondo animale, al fragile equilibrio degli ecosistemi e al rispetto della Natura in tutte le sue forme, io e Franco abbiamo portato il nostro nipotino preferito all'oasi delle cicogne di Racconigi. Non so se la gita ha influito o meno sulla sua sensibilità verso l'ambiente. Quello che so è che le cose di cui ha voluto parlare a visita terminata e che più lo hanno impressionato sono state (in ordine di importanza):
- un vecchio trattore abbandonato visto sul ciglio del sentiero;
- tutti i ponti e i ponticelli che abbiamo attraversato;
- i tubi di scolo che collegavano gli stagni artificiali;
- le crepe del cemento dei sentieri;
- un cespuglio di margherite;
Non potendo salire sul trattore, minare uno dei ponti, ostruire i tubi di scolo o riparare le crepe dei sentieri, abbiamo colto una margherita e ci siamo fatti fare una foto da zio Franco, che nel frattempo si ostinava a parlare a Samuele delle modalità migratorie delle cicogne.




