domenica 31 maggio 2009

Cicogne, crepe, margherite e trattori

Con l'encomiabile obiettivo di sensibilizzare le future generazioni alla preziosa diversità del mondo animale, al fragile equilibrio degli ecosistemi e al rispetto della Natura in tutte le sue forme, io e Franco abbiamo portato il nostro nipotino preferito all'oasi delle cicogne di Racconigi. Non so se la gita ha influito o meno sulla sua sensibilità verso l'ambiente. Quello che so è che le cose di cui ha voluto parlare a visita terminata e che più lo hanno impressionato sono state (in ordine di importanza):
  • un vecchio trattore abbandonato visto sul ciglio del sentiero;
  • tutti i ponti e i ponticelli che abbiamo attraversato;
  • i tubi di scolo che collegavano gli stagni artificiali;
  • le crepe del cemento dei sentieri;
  • un cespuglio di margherite;
Non potendo salire sul trattore, minare uno dei ponti, ostruire i tubi di scolo o riparare le crepe dei sentieri, abbiamo colto una margherita e ci siamo fatti fare una foto da zio Franco, che nel frattempo si ostinava a parlare a Samuele delle modalità migratorie delle cicogne.



martedì 21 aprile 2009

La santità ha bisogno di effetti speciali

martedì 9 dicembre 2008

Trasloco del blog

Ciao!
Volevo solo avvertirvi che ho trasferito il blog sui lidi di Wordpress.
Continuate ad aggiornarvi sulla mia banalissima vita linkandovi a http://kawaille.worpress.com

giovedì 9 ottobre 2008

roller coaster ride

Finalmente è finito il silenzio, colmato lo iato, empito il crepaccio.

Questo è stato il tempo della bonaccia, delle riflessioni, del tempo lasciato decantare, dei silenzi pieni di pensieri, dei pensieri ritmati dal vento e dal mare. Le chiacchiere con gli amici hanno scardinato circoli viziosi, gli abbracci della mia famiglia hanno liberato pensieri che parevano proibiti. Ci sono stati i panzerotti, le focacce, le mozzarelle e i pomodori secchi che non fanno mai male, anzi.

Poi, le riflessioni sono maturate in decisioni e le decisioni in atti.

Sono sulle montagne russe.
Finora, la salita.
Da martedì, la discesa, furiosa, matta, esilarante, pericolosa, incauta, eppure incredibilmente bella.



P.S.
Ma sto incominciando a scrivere come Umberto Galimberti? In caso di risposta affermativa, vi prego di procedere a trattamento rieducativo obbligatorio.

lunedì 1 settembre 2008

Ricomincia

Ricomincia la routine, la porta di casa chiusa alle otto e mezza, il caffè poco prima di entrare in ufficio, la pausa pranzo, la navigata furtiva su internet, e soprattutto il tempo che passa lento lento lento. Per fortuna che poi la sera vedo Franco e ci raccontiamo la giornata e ci guardiamo una puntata di Ugly Betty.

E per fortuna che ci sono le vacanze e c'è stato il concerto di Madonna.

lunedì 4 agosto 2008

Le Nuove e Le Officine

Torino è un caso patologico, un dramma freudiano, una tragedia greca: quando si tratta di slanci creativi, Torino ha la straordinaria capacità di dotarsi del meglio e contemporaneamente non farlo sapere a nessuno, allestire spazi straordinari e dimenticarsene ancor prima che siano inaugurati. Sadismo? Snobismo? Miopia? Dottori e psicologi si facciano avanti per la loro diagnosi.

Quache giorno fa, prima di partire per Bari, dove ora mi trovo, decido di andare a vedere due mostre organizzate in due spazi torinesi abbandonati ed interessati da quel processo di conversione ad usi differenti, più adatti alla fludità/terzosettorialità/multicentricità delle città del terzo millennio, che ha già interessato negli anni passati altre zone di Torino, prima fra tutte il Lngotto. Si tratta delle ex carceri, che i torinesi chiamano "Le Nuove" con quel misto di anacronismo sornione tutto sabaudo, e delle OGR (Officine Grandi Riparazioni) dove millant'anni or sono si riparavano locomotive, motrici e locomotrici in un futurista rombare di scintille. Entrambe le strutture giacciono nel bel mezzo della città, in un'area ormai centrale, e si affacciano su quello che diventerà uno degli assi più importanti della mobilità torinese.

Visito le carceri prima, le Officine poi, ma la reazione è la stessa: ammirazione, stupore, voglia di dirlo ai miei amici, riflessioni finali amare sulla torinesità. Le mostre sono interessanti, nulla di più, francamente rivolte ad un pubblico ristretto. I luoghi però sono un'altra storia.


Quante volte vi capita di visitare un carcere, di entrare in un braccio, di entrare in una cella o di trovarsi al fondo di un canyon di corridoi concentrici sui quali si affacciano le celle? A Torino si può, e vi assicuro che non è un'esperienza che si dimentica tanto facilmente.


E quante volte vi capita di visitare una rovina positivista, un rudere della poetica della meccanica e del ferro? Quante volte, molto più semplicemente vi capita di entrare in una fabbrica dell'Ottocento? A Torino si può e vi assicuro che anche in questo caso la cosa non si dimentica tanto facilmente.

A Torino, 10€ biglietto cumulativo. Prima che sia troppo tardi.

mercoledì 30 luglio 2008

Tendine blu svolazzanti

video

Arriva l'estate quando arriva il caldo, l'umido, le finestre spalancate e le angurie, il lenzuolo accartocciato ai piedi del letto, le strade vuote e i bar chiusi. Eppure per me, quest'anno, l'estate è arrivata in un altro modo.

Ero a bordo di un treno regionale, di quelli nati già vecchi, con la finta pelle marrone sui sedili e le scritte oscene (che leggo sempre) sulle pareti. Di ritorno a Torino dopo un viaggio per la torbida e operosa Brianza, alla ricerca di nuovi clienti, l'aria condizionata rotta (ma ha mai funzionato?!) sostituita dalla presenza di spirito dei viaggiatori precedenti, che abbassano i finestrini "per far entrare un po' di aria" e che dopo un po', infastiditi dalle tendine blu che continuano a svolazzare sulle loro teste, le buttano fuori perchè svolazzino all'esterno.

Ecco, a me quest'anno l'estate me l'hanno portata le tendine blu svolazzanti.