martedì 21 aprile 2009
martedì 9 dicembre 2008
Trasloco del blog
Ciao!
Volevo solo avvertirvi che ho trasferito il blog sui lidi di Wordpress.
Continuate ad aggiornarvi sulla mia banalissima vita linkandovi a http://kawaille.worpress.com
Volevo solo avvertirvi che ho trasferito il blog sui lidi di Wordpress.
Continuate ad aggiornarvi sulla mia banalissima vita linkandovi a http://kawaille.worpress.com
giovedì 9 ottobre 2008
roller coaster ride
Finalmente è finito il silenzio, colmato lo iato, empito il crepaccio.
Questo è stato il tempo della bonaccia, delle riflessioni, del tempo lasciato decantare, dei silenzi pieni di pensieri, dei pensieri ritmati dal vento e dal mare. Le chiacchiere con gli amici hanno scardinato circoli viziosi, gli abbracci della mia famiglia hanno liberato pensieri che parevano proibiti. Ci sono stati i panzerotti, le focacce, le mozzarelle e i pomodori secchi che non fanno mai male, anzi.
Poi, le riflessioni sono maturate in decisioni e le decisioni in atti.
Sono sulle montagne russe.
Finora, la salita.
Da martedì, la discesa, furiosa, matta, esilarante, pericolosa, incauta, eppure incredibilmente bella.

P.S.
Ma sto incominciando a scrivere come Umberto Galimberti? In caso di risposta affermativa, vi prego di procedere a trattamento rieducativo obbligatorio.
Questo è stato il tempo della bonaccia, delle riflessioni, del tempo lasciato decantare, dei silenzi pieni di pensieri, dei pensieri ritmati dal vento e dal mare. Le chiacchiere con gli amici hanno scardinato circoli viziosi, gli abbracci della mia famiglia hanno liberato pensieri che parevano proibiti. Ci sono stati i panzerotti, le focacce, le mozzarelle e i pomodori secchi che non fanno mai male, anzi.
Poi, le riflessioni sono maturate in decisioni e le decisioni in atti.
Sono sulle montagne russe.
Finora, la salita.
Da martedì, la discesa, furiosa, matta, esilarante, pericolosa, incauta, eppure incredibilmente bella.

P.S.
Ma sto incominciando a scrivere come Umberto Galimberti? In caso di risposta affermativa, vi prego di procedere a trattamento rieducativo obbligatorio.
martedì 2 settembre 2008
Ricomincia
Ricomincia la routine, la porta di casa chiusa alle otto e mezza, il caffè poco prima di entrare in ufficio, la pausa pranzo, la navigata furtiva su internet, e soprattutto il tempo che passa lento lento lento. Per fortuna che poi la sera vedo Franco e ci raccontiamo la giornata e ci guardiamo una puntata di Ugly Betty.
E per fortuna che ci sono le vacanze e c'è stato il concerto di Madonna.
E per fortuna che ci sono le vacanze e c'è stato il concerto di Madonna.
lunedì 4 agosto 2008
Le Nuove e Le Officine
Torino è un caso patologico, un dramma freudiano, una tragedia greca: quando si tratta di slanci creativi, Torino ha la straordinaria capacità di dotarsi del meglio e contemporaneamente non farlo sapere a nessuno, allestire spazi straordinari e dimenticarsene ancor prima che siano inaugurati. Sadismo? Snobismo? Miopia? Dottori e psicologi si facciano avanti per la loro diagnosi.
Quache giorno fa, prima di partire per Bari, dove ora mi trovo, decido di andare a vedere due mostre organizzate in due spazi torinesi abbandonati ed interessati da quel processo di conversione ad usi differenti, più adatti alla fludità/terzosettorialità/multicentricità delle città del terzo millennio, che ha già interessato negli anni passati altre zone di Torino, prima fra tutte il Lngotto. Si tratta delle ex carceri, che i torinesi chiamano "Le Nuove" con quel misto di anacronismo sornione tutto sabaudo, e delle OGR (Officine Grandi Riparazioni) dove millant'anni or sono si riparavano locomotive, motrici e locomotrici in un futurista rombare di scintille. Entrambe le strutture giacciono nel bel mezzo della città, in un'area ormai centrale, e si affacciano su quello che diventerà uno degli assi più importanti della mobilità torinese.
Visito le carceri prima, le Officine poi, ma la reazione è la stessa: ammirazione, stupore, voglia di dirlo ai miei amici, riflessioni finali amare sulla torinesità. Le mostre sono interessanti, nulla di più, francamente rivolte ad un pubblico ristretto. I luoghi però sono un'altra storia.

Quante volte vi capita di visitare un carcere, di entrare in un braccio, di entrare in una cella o di trovarsi al fondo di un canyon di corridoi concentrici sui quali si affacciano le celle? A Torino si può, e vi assicuro che non è un'esperienza che si dimentica tanto facilmente.

E quante volte vi capita di visitare una rovina positivista, un rudere della poetica della meccanica e del ferro? Quante volte, molto più semplicemente vi capita di entrare in una fabbrica dell'Ottocento? A Torino si può e vi assicuro che anche in questo caso la cosa non si dimentica tanto facilmente.
A Torino, 10€ biglietto cumulativo. Prima che sia troppo tardi.
Quache giorno fa, prima di partire per Bari, dove ora mi trovo, decido di andare a vedere due mostre organizzate in due spazi torinesi abbandonati ed interessati da quel processo di conversione ad usi differenti, più adatti alla fludità/terzosettorialità/multicentricità delle città del terzo millennio, che ha già interessato negli anni passati altre zone di Torino, prima fra tutte il Lngotto. Si tratta delle ex carceri, che i torinesi chiamano "Le Nuove" con quel misto di anacronismo sornione tutto sabaudo, e delle OGR (Officine Grandi Riparazioni) dove millant'anni or sono si riparavano locomotive, motrici e locomotrici in un futurista rombare di scintille. Entrambe le strutture giacciono nel bel mezzo della città, in un'area ormai centrale, e si affacciano su quello che diventerà uno degli assi più importanti della mobilità torinese.
Visito le carceri prima, le Officine poi, ma la reazione è la stessa: ammirazione, stupore, voglia di dirlo ai miei amici, riflessioni finali amare sulla torinesità. Le mostre sono interessanti, nulla di più, francamente rivolte ad un pubblico ristretto. I luoghi però sono un'altra storia.

Quante volte vi capita di visitare un carcere, di entrare in un braccio, di entrare in una cella o di trovarsi al fondo di un canyon di corridoi concentrici sui quali si affacciano le celle? A Torino si può, e vi assicuro che non è un'esperienza che si dimentica tanto facilmente.

E quante volte vi capita di visitare una rovina positivista, un rudere della poetica della meccanica e del ferro? Quante volte, molto più semplicemente vi capita di entrare in una fabbrica dell'Ottocento? A Torino si può e vi assicuro che anche in questo caso la cosa non si dimentica tanto facilmente.
A Torino, 10€ biglietto cumulativo. Prima che sia troppo tardi.
mercoledì 30 luglio 2008
Tendine blu svolazzanti
Arriva l'estate quando arriva il caldo, l'umido, le finestre spalancate e le angurie, il lenzuolo accartocciato ai piedi del letto, le strade vuote e i bar chiusi. Eppure per me, quest'anno, l'estate è arrivata in un altro modo.
Ero a bordo di un treno regionale, di quelli nati già vecchi, con la finta pelle marrone sui sedili e le scritte oscene (che leggo sempre) sulle pareti. Di ritorno a Torino dopo un viaggio per la torbida e operosa Brianza, alla ricerca di nuovi clienti, l'aria condizionata rotta (ma ha mai funzionato?!) sostituita dalla presenza di spirito dei viaggiatori precedenti, che abbassano i finestrini "per far entrare un po' di aria" e che dopo un po', infastiditi dalle tendine blu che continuano a svolazzare sulle loro teste, le buttano fuori perchè svolazzino all'esterno.
Ecco, a me quest'anno l'estate me l'hanno portata le tendine blu svolazzanti.
venerdì 18 luglio 2008
Critica costruttiva
Ieri sera, dopo cena, ho avuto una lunga conversazione con Franco sugli ultimi post pubblicati. Il mio critico e censore preferito mi ha segnalato la crescente apprensione con cui ha letto i miei aggiornamenti più recenti, caratterizzati a suo parere da un'eccessiva presenza di refusi e sgrammaticature, non più imputabili alla fretta sgangherata con cui le mie dita si muoverebbero sulla tastiera ma alla scarsa attenzione alla qualità del testo, di quello che scrivo e di come lo scrivo, alla frettolosa voglia di aggiornare il blog accantonando a questo fine la fase di rilettura e di critica di quanto è stato scritto.
°_°
Beh, mi sa che ha ragione. Effettivamente, in queste ultime settimane passo meno tempo al computer, la qual cosa in assoluto non è certamente da considerarsi negativa, a scapito tuttavia dei miei vari blog che languono solitari e con post da modernariato. E pur di aggiornare, ho saltato a piè pari l'inserimento di foto e scritto più velocemente e -lo ammetto- più distrattamente del solito.
Pertanto mi impegno solennemente a:
- controllare e ricontrollare i miei post;
- non pubblicare se non ho il tempo di fare quanto indicato al punto precedente;
- fare attività sportiva;
- mangiare di meno e meglio;
Ok, le ultime due cose non centravano nulla con l'argomento del post, ma ogni volta che stilo una lista di impegni, queste due cose proprio non possono mancare!
°_°
Beh, mi sa che ha ragione. Effettivamente, in queste ultime settimane passo meno tempo al computer, la qual cosa in assoluto non è certamente da considerarsi negativa, a scapito tuttavia dei miei vari blog che languono solitari e con post da modernariato. E pur di aggiornare, ho saltato a piè pari l'inserimento di foto e scritto più velocemente e -lo ammetto- più distrattamente del solito.
Pertanto mi impegno solennemente a:
- controllare e ricontrollare i miei post;
- non pubblicare se non ho il tempo di fare quanto indicato al punto precedente;
- fare attività sportiva;
- mangiare di meno e meglio;
Ok, le ultime due cose non centravano nulla con l'argomento del post, ma ogni volta che stilo una lista di impegni, queste due cose proprio non possono mancare!
martedì 15 luglio 2008
Pollice Verde Verso
Uffa, ed io che pensavo di avere il pollice non dico verde foresta, ma almeno verde pisello. E invece, niente.
Le nostre piante, cresciute tutte rigorosamente in acqua, varcano la soglia di casa nostra nel bel mezzo di fioriture rigogliose, turgide come piante carnivore tropicali, verdi di un verde squillante come quello dei prati di montagna. Poi, qualche settimana, e si asciugano, si svuotano, circondate da un letto di foglie secche e rametti penduli.
Allora, le solleviamo delicatamente, distogliendole dal sonno di chi si sta lasciando andare, e le trasferiamo in terapia intensiva, nei luoghi umidi e luminosi del nostro bagno, la cosa più vicina alla giungla tropicale dalla quale evidentemente le nostre provengono e di cui hanno chiaramente nostalgia.
A questo punto le strade sono due: o l'acqua diviene un acquitrino da documentario del National Geografic, pieno di girini e gamberetti; oppure rinascono, tornano verdi e si riempiono di fiori.
Solo che a questo punto chi se la sente di riportarle in salotto? E il nostro bagno assomiglia sempre più a un negozio di piante.
Le nostre piante, cresciute tutte rigorosamente in acqua, varcano la soglia di casa nostra nel bel mezzo di fioriture rigogliose, turgide come piante carnivore tropicali, verdi di un verde squillante come quello dei prati di montagna. Poi, qualche settimana, e si asciugano, si svuotano, circondate da un letto di foglie secche e rametti penduli.
Allora, le solleviamo delicatamente, distogliendole dal sonno di chi si sta lasciando andare, e le trasferiamo in terapia intensiva, nei luoghi umidi e luminosi del nostro bagno, la cosa più vicina alla giungla tropicale dalla quale evidentemente le nostre provengono e di cui hanno chiaramente nostalgia.
A questo punto le strade sono due: o l'acqua diviene un acquitrino da documentario del National Geografic, pieno di girini e gamberetti; oppure rinascono, tornano verdi e si riempiono di fiori.
Solo che a questo punto chi se la sente di riportarle in salotto? E il nostro bagno assomiglia sempre più a un negozio di piante.
venerdì 4 luglio 2008
Vacanze Romane
Solo poche ore ormai mi separano dalle mie mini vacanze romane in compagnia della mia amica Lorella detta, 'llina, che adora ragni e serpenti, che non mangia gli animali, che quando si sveglia è talmente assonnata che ti risponde solo mugghiando come gli alci, che in tempi remoti mi ha fatto scoprire le gioie del tripudio di mais e tonno, che conosce l'ordine misterioso delle bandiere che adornano la sede centrale della CNN, che ha dei capelli neri bellissimi, che è bella da abbracciare perchè piccolina e sorridente, che guai a diventarle antipatico perchè ti fulmina con lo sguardo, che quanto sto con lei rido sempre.
mercoledì 2 luglio 2008
'llina!
L'altro giorno, mentre facevo il mio solito avantendrè casa / supermercato / lavoro distolgo lo sguardo dai miei profondi pensieri -"comprare shampoo, pomodori e gelato"- ed un messaggio entra negli occhi, limpido come acqua sorgiva, forte come mura millenarie, luminoso come il bianco Dixan.
Lorellina, ma sei venuta fino a Torino per lasciare questo appello sui muri della città e nemmeno una citofonata?
Lorellina, ma sei venuta fino a Torino per lasciare questo appello sui muri della città e nemmeno una citofonata?
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